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La dicotomia degli italiani all’estero

A Barcellona abitano una marea di italiani, quasi ventimila censiti e chissà quanti altri. Ne ho conosciuti parecchi, ma è come se ne avessi conosciuti due. Il rinnegato e il nostalgico, i due italiani archetipici. “Non si può generalizzare?”. E invece sì!

Il rinnegato sembra scappato da un paese in rovina.
Variante di destra: “in Italia è impossibile lavorare, lo Stato ti stritola”. Variante di sinistra: “ero nauseato dal berlusconismo imperante”. Poco importa se evadeva il fisco o se Berlusconi non governa più, sono le due scuse sempre pronte del rinnegato ideologico, che non è comunque maggioritario.
Il rinnegato comune è quello che si ritrova all’estero, in modo più o meno fortuito, e di colpo realizza che in Italia non ha più voglia di tornare a vivere. Il Belpaese è talmente bello che in futuro lo visiterà da turista. Predilige il mondo anglosassone. Muta l’accento. Tende a evitare i propri connazionali.

Il nostalgico invece crede che dichiararsi italiano sia il miglior lasciapassare per avere successo nella vita. Ha un’opinione talmente alta del suo paese (“siamo i migliori nella gastronomia, nella moda, nell’arte, siamo i più belli, abbiamo un gusto che il mondo ci invidia, ecc. ecc.”) che quando arriva a Barcellona è convinto che farà soldi a palate con il made in Italy. Una specie di evangelizzatore, a modo suo.
Con il passare del tempo si rende conto che il made in Italy magari vende davvero, ma paradossalmente lo mantiene lontano dalla patria. E allora si rifugia nell’antenna parabolica e organizza spaghettate in compagnia di altri nostalgici come lui.

Ovviamente le persone normali si distribuiscono (ci distribuiamo?) in un punto intermedio tra questi antipodi. Ovviamente la realtà è molto più complessa. O no?

Posted by roberto in sociologia spiccia . Comments: 7

Comments

Comment from Rach
Time: June 11, 2007, 8:00 pm

Caspita se hai ragione. Mi chiedo, a quale categoria potrei appartenere io? Probabilmente a quella del rinnegato comune ma ideologicamente nostalgico. Ah, e decisamente con gravi carenze in ortografia italiana, scritta e parlata.
E tu? Come mi ti categorizzi?

Comment from roberto
Time: June 12, 2007, 7:26 am

Non preoccuparti per la tua ortografia “parlata”. Ci sono cose più importanti nella vita. A proposito, belle le foto ;)

Comment from gioeli
Time: June 12, 2007, 7:52 am

grande “cormorano”!!!!!!!

bellissima idea, blog ben realizzato… si vede che hai avuto gli stessi professori che ho avuto io :-D

vieni su timeforchess.com (via mail) o su scacchisti.it (live) a farti una partitina, dai :-)

saluti da berghem de sota!!!
un abbraccio

Comment from stefano
Time: June 12, 2007, 8:01 am

ciao roberto, oggi ti invio le foto che mi avevi chiesto, al più tardi domani. Il sito è veramente bello, sto già facendo pubblicità. A presto Ste

Comment from Jeblux
Time: June 13, 2007, 7:09 am

Auguri per il sito! Sebbene non sia cento percento italiano, credo che hai ragione. Ho conosciuto tanti italiani così qui a Barcellona (non e’ difficile trovare italiani a BCN). Anche capita lo stesso con tanti argentini (io sarò normale?).

Comment from Michele
Time: June 13, 2007, 10:54 am

Complimenti professore!

Mi facci aggiungere una categoria, che sebbene non più presente, ha comunque solcato il Mare Magnum..il pentito.

Il pentito può essere sia l’evoluzione del rinnegato (redento) che del nostalgico (sprofondato).

Dopo un momento di crogiuolo nella gaudente cittadina (da Gaudì…) con giri più o meno tortuosi, torna da dove è partito. Qualcuno per volontà, altri per obbligo, altri ancora per sopravvenuta intolleranza alimentare a: tortilla, cola-cao, pernil a fette spesse,…

in bocca al lupo!

Comment from roberto
Time: June 13, 2007, 5:58 pm

ben gentile michele! (come tutti del resto)

il pentitismo è diffuso in entrambi i sensi di marcia. in fondo, anche ritornare nella città di gaudì rappresenta un modo di rettificare.

sambala e sò alegria
r.

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