Ryanair, sola andata
State per visitare Barcellona? Volate con Ryanair? Allora è il caso di leggere quanto sto per scrivere.
Nella malaugurata ipotesi che smarriate o più probabilmente qualche malandrino si impossessi dei vostri documenti di viaggio (carta d’identità e/o passaporto) preparatevi al peggio. Il consolato italiano è l’unico (U-N-I-C-O) consolato, per lo meno a Barcellona, che rifiuta l’emissione del cosiddetto “documento provvisorio di viaggio” in quanto sostiene che nell’Europa di Schengen non ce n’è bisogno, dato che (in teoria) vige la libera circolazione delle persone e delle merci.
Poco importa che l’attuale normativa di volo richieda un documento di identificazione personale: i signori del consolato vi risponderanno che è colpa di Ryanair che applica la legge in modo troppo restrittivo. In fondo tutte le altre compagnie chiudono un occhio: basta esibire la denuncia di furto o smarrimento e vi lasciano volare.
Fatto sta che se vi rubano il portafogli sono cavoli vostri. Le reazioni isteriche non vi serviranno a niente. La polizia aeroportuaria di Girona non sa più che pesci pigliare con i nostri connazionali che ogni giorno vanno fuori di testa nella zona dei check in. Quelli che ancora scelgono di tentare la sorte in aeroporto… perché ce ne sono molti altri che invece seguono il consiglio del corpo consolare: tornare in treno o in aereo con un’altra compagnia!!
Il mio consiglio: se avete il passaporto, portatelo e custoditelo separatemente rispetto alla carta di identità. Se non ce l’avete, occhio alla carta d’identità! La patente non serve a niente…
È triste venire derubati, avere le vacanze rovinate, passare un pomeriggio in questura. Ma forse è ancora più triste appartenere all’unico stato che nega ai propri cittadini un documento provvisorio per poter volare tranquillamente. Ve lo volevo raccontare, non sia mai che qualcuno venga sfiorato dall’idea che a causa delle elezioni imminenti, il solerte personale del Consolato Italiano abbia molto lavoro da fare e non possa emettere uno stupido documento provvisorio. Tranquilli, è sempre così.
Posted by roberto under cose utili . Comments: none











Il calçot (pronuncia calsot) è una cipolla a forma di porro che costituisce uno dei simboli gastronomici della Catalogna. Si mangia intinto in una salsa a base di mandorle, nocciole, pomodori, aglio e olio che ne potenzia, diciamo così, il sapore delicato, di per sè quasi impercettibile. Il processo di cottura passa per un forno o più comunemente una griglia, dalla quale esce un fascio di 25 calçots tutti carbonizzati in superficie. Una volta in tavola, si prende un calçot, gli si strappa via lo strato superficiale e lo si immerge nella salsa. Il tutto ovviamente con le mani, senza posate.
Queste sono le mie mani dopo una quarantina di calçots. Sono molti, lo so. Ma poi la carne non l’ho quasi assaggiata… Ho messo in pratica il metodo di un tizio che di calçots se ne mangiava duecento e poi non prendeva la carne. Osava dire che il proprietario del ristorante lo considerava un ottimo cliente dato che la carne costa molto di più e che se avesse mangiato braciole d’agnello a oltranza l’avrebbe ridotto sul lastrico.
Ricevo
Il Carrer (o calle, in spagnolo) Joaquin Costa non appare in nessuna guida come un’attrazione di Barcellona. Non ospita musei, fontane multicolori ne’ ristoranti rinomati. Chi vi transita distrattamente non se ne ricorda. Nonostante ciò è senz’altro una strada interessante per almeno tre tipi di persone:
Ci sono almeno 6 locali memorabili nel carrer Joaquin Costa. Il più antico è il Casa Almirall (al numero 33), fondato nel 1860 e che appartiene a pieno titolo alla